La primavera non è più soltanto il periodo in cui l’Italia torna a riempirsi di turisti da tutto il mondo, ma per il mercato immobiliare sta diventando qualcosa di più: è il momento dell’anno in cui migliaia di acquirenti stranieri trasformano il desiderio di una casa in Italia in una ricerca concreta.
I dati elaborati da Gate-away.com e ripresi da diverse testate nazionali – tra cui Capitalist, Moneta, Pambianco News e QuiFinanza – mostrano infatti una crescita molto chiara: negli ultimi cinque anni le richieste provenienti dall’estero nel periodo aprile-giugno sono aumentate di oltre il 52%.
Un dato che racconta non solo un aumento quantitativo della domanda, ma soprattutto un cambiamento profondo nel modo in cui gli stranieri cercano e acquistano casa nel nostro Paese.
Dalla ricerca online all’esperienza diretta del territorio
Secondo Simone Rossi, cofondatore di Gate-away.com, la primavera rappresenta oggi la fase più strategica dell’intero percorso di acquisto. “Sempre più acquirenti arrivano in Italia dopo mesi di ricerca online, con una selezione di immobili già salvati e territori già individuati. Il viaggio primaverile diventa quindi il momento decisivo: si visitano le case, si esplorano i borghi, si vive il territorio in modo autentico. È qui che molto spesso nasce la decisione finale”.
La dinamica è sempre più evidente soprattutto tra gli acquirenti statunitensi, britannici e nord europei, che utilizzano i mesi primaverili per organizzare soggiorni più lunghi e visitare diverse zone d’Italia in pochi giorni, approfittando del clima mite e di una minore pressione turistica rispetto all’estate.
Non è un caso che crescano anche le richieste inviate mentre gli utenti si trovano già in Italia: un segnale importante, perché conferma quanto l’esperienza diretta del territorio sia diventata centrale nel processo decisionale.
In primavera non solo mete iconiche: cresce l’Italia da vivere
Uno degli elementi più interessanti emersi dai dati riguarda l’evoluzione geografica della domanda internazionale. Accanto a destinazioni consolidate come il Lago di Como, il Chianti o il Lago di Garda, stanno crescendo con forza territori che fino a pochi anni fa erano considerati mercati secondari. Salento, Valle d’Itria, Lunigiana, Monferrato e Maremma stanno attirando sempre più interesse grazie a un mix molto preciso: autenticità, qualità della vita, prezzi ancora competitivi e possibilità di vivere un’Italia meno congestionata.
“L’acquirente internazionale del 2026 è molto più maturo rispetto al passato, spiega Rossi. Non cerca soltanto la destinazione famosa o la cartolina perfetta ma luoghi dove poter vivere davvero, integrarsi, rallentare i ritmi e costruire un rapporto stabile con il territorio”.
È anche per questo che i piccoli borghi stanno diventando protagonisti del mercato internazionale. Località come Ostuni, Todi, Noto, Carovigno o Castelsardo intercettano una domanda che privilegia esperienze autentiche e uno stile di vita più umano rispetto alle grandi città o alle aree dell’overtourism.
Il mercato cambia: meno acquisto emotivo e più scelta consapevole
Il mercato degli acquirenti esteri sta entrando in una fase nuova: si continua a comprare casa in Italia per motivi emotivi, dal fascino del paesaggio, alla cultura, fino al lifestyle ma oggi l’attenzione si concentra anche su elementi concreti come i servizi, l’accessibilità, la possibilità di lavorare da remoto, e soprattutto la sostenibilità economica e qualità quotidiana della vita. Lo dimostra anche la distribuzione delle fasce di prezzo; quasi il 45% delle richieste si concentra sotto i 100 mila euro, segnale di una domanda ampia e trasversale, non limitata al segmento luxury.
Le prospettive per il 2026
Per i prossimi mesi Gate-away.com prevede un mercato ancora dinamico, sostenuto da diversi fattori favorevoli: la crescente attenzione verso la qualità della vita e la continua attrattività dell’Italia come destinazione residenziale oltre che turistica e non da ultimo l’aumento dell’utilizzo dello smart working.
Ma secondo Rossi, la tendenza più importante sarà l’allargamento geografico della domanda. “Vedremo sempre più territori italiani entrare nel radar degli acquirenti internazionali; non soltanto le grandi icone del mercato, ma anche province, borghi e aree interne capaci di offrire autenticità, servizi e una dimensione abitativa più sostenibile. L’Italia ha un vantaggio competitivo enorme; può proporre stili di vita molto diversi tra loro mantenendo ovunque un forte valore identitario. Ed è proprio questa pluralità – conclude Rossi – a rendere il mercato italiano sempre più interessante agli occhi degli stranieri. Il nostro Paese non è un’unica destinazione, ma tante Italie diverse da scoprire, vivere e sempre più spesso chiamare casa”.
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